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3 agosto 2017 - Politica nazionale

Libia/Mauro:Governo fa bene a non perdere la testa

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(Adnkronos) – “Non penso che il Parlamento debba restare convocato alla luce della situazione libica, ma certamente le istituzioni non vanno in vacanza e, a seconda dell’evoluzione degli eventi, dalle ferie possiamo tutti tornare”. Lo dice all’Adnkronos Mario Mauro, senatore Fi, leader dei Popolari per l’Italia e ministro della Difesa nel governo Letta, che non drammatizza le recenti dichiarazioni del generale Haftar o quelle del figlio di Gheddafi, ma invita tutti a stare all’erta, anche se riconosce che “il governo fa bene a non perdere la testa, così come Forza Italia ha fatto bene a non far mancare il proprio sostegno alla difesa dell’interesse nazionale”. Mauro ridimensiona la portata delle parole del generale Haftar: “Dopo essere stato ricevuto da Macron con Al Serraj, ha visto che quest’ultimo è andato da Gentiloni e quindi ha voluto fare la voce grossa per convincere i suoi che non era affatto fuori dai giochi e che la propria sponda era quella vincente”. “Ma dubito -prosegue- che uno come Haftar, a lungo negli Usa, e con contatti con i servizi americani, possa risolversi ad attaccare un Paese della Nato (dovrebbero essere gli americani in caso a spiegarci che succede…). Tenderei ad escludere attacchi alle navi italiane, mentre è difficile fare previsioni sugli interessi italiani in Libia, che possono diventare un bersaglio di azioni violente”. (segue) La politica sbaglia a dividersi di fronte agli interessi nazionali – “Personalmente -prosegue Mauro- ho votato a favore delle risoluzioni per la missione, ma devo dire che alcuni punti delle proposte della Lega erano buoni. E anche il M5S non aveva torto nel dire che bisogna intervenire nell’alto Niger, area da cui partono i flussi, insieme a Nigeria, Gambia e Mali, dove la Francia è già presente”. E’ quindi una questione di sistema italiano non in grado di proiettarsi su teatri particolarmente ‘difficili’? Mauro nega recisamente: “Per la verità sul piano tecnico militare non abbiamo problemi, lo si è visto in Aghanistan e altrove”. Per l’ex ministro della Difesa, “i problemi sono solo politici: quando sono in ballo l’interesse nazionale, la continuità istituzionale, la difesa della Patria, non bisognerebbe dividersi e, anzi, andrebbe assunto a modello il motto anglosassone: ‘Right or wrong, it’s my country’, giusto o sbagliato, è il mio Paese”.